mercoledì 30 luglio 2014

Ecco finalmente il testo scritto del "Patto del Nazzareno" tra Renzi e Berlusconi

Rappresentanza di secondo grado per il Senato (punto A3 medio termine),  esami psicoattitudinali preliminari e responsabilità civile dei magistrati (punto A1 emergenze), riforma rai (procedimento punto 2), modifica regolamenti parlamentari (punto a3 emergenze).

Ecco il testo del Patto del Nazzareno, detto anche piano di Rinascita democratica: http://goo.gl/1YBxQm

lunedì 7 aprile 2014

GABANELLI: INCHIESTA CON FILMATO HARD. IL SINDACO DI VERONA TREMA...

È l’inchiesta che secondo il sindaco di Verona Flavio Tosi non si sarebbe mai dovuta vedere. Un’inchiesta che già il 21 febbraio scorso aveva creato forti clamori ancora prima di andare in onda.
Cosa è successo? Il sindaco Tosi viene a sapere che l’inviato di Report, Sigfrido Ranucci, stava lavorando a un un’inchiesta sulla sua amministrazione e sulla sua Fondazione, “Ricostruiamo il Paese”. Ma soprattutto viene a sapere che l’inviato di Report era sulle tracce di un video hard che contiene immagini imbarazzanti per il sindaco di Verona, un video che sarebbe stato usato per ricattarlo già dai tempi in cui era assessore alla sanità della regione veneta. Tosi allora fa registrare di nascosto il giornalista, porta i video in procura, querela Sigfrido Ranucci e indice una conferenza stampa accusandolo di voler costruire prove false nei suoi confronti e di voler acquistare il falso video utilizzando i soldi pubblici della Rai.
Ma come sono andate effettivamente le cose? Il video hard è un falso scoop o esiste veramente? E chi sono i due che per conto di Tosi hanno registrato Ranucci? Per le risposte bisognerà aspettare la puntata di Report in onda su Rai3 lunedì alle 21,05.
Fino ad oggi era nota solo la versione di Tosi, grazie anche ai video che gli erano stati consegnati da Sergio Borsato, il cantante leghista che aveva attirato Ranucci nella trappola. Quello che Tosi e Borsato non sapevano però è che anche Ranucci ha registrato l’incontro, ma stranamente non tutto quello che è avvenuto è stato portato in Procura da Tosi, perché? Cosa contengono di così scottante queste immagini?
Nel video che mostriamo in anteprima Borsato annuncia a Ranucci l’arrivo di un compare, presentato come l’autore del video hard: «Ce lo siamo portati a casa dall’estero, ma attenzione: questo ha una fifa boia e dobbiamo vincere un po’ la sua paura, a questo qua gli fanno la pelle perché questo qua era presente, questo è quello che ha registrato il video». E non sapendo di essere registrato a sua volta continua: «Adesso dobbiamo ammorbidirlo, ma dopo bisogna pagarlo», avverte ancora Borsato prima dell’arrivo del misterioso personaggio: insomma è da lui che arriva la richiesta di pagare per il video, tema oggetto di durissime polemiche nelle scorse settimane tra Tosi e Report. E a cosa dovrebbero servire questi soldi, secondo Borsato? «Lui mi dice: mi servono per stare un altro po’ fuori dai coglioni».
La telecamera di Ranucci documenta anche il viaggio in taxi con Borsato verso il ristorante dove li aspetta l’altro compare. Il cantautore si vanta di conoscere come girerebbero le tangenti in ambito Lega, e parla della Siram, un’azienda francese specializzata in appalti con gli ospedali che, secondo l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito e l’imprenditore Stefano Bonet, avrebbe pagato mazzette a persone vicine al sindaco di Verona.
Siram e Tosi hanno sempre smentito, sulla vicenda sta ancora indagando la procura di Milano e molti verbali sono secretati. Ma Borsato va oltre e tira in ballo anche la moglie di Tosi, Stefania Villanova, dirigente della Sanità alla Regione Veneto. «Se apri il vaso di Pandora, esce anche il coniglio», dice ancora Borsato che parla anche di tangenti di Finmeccanica, del ruolo di Tarantelli, dell’appalto della Global service. Insomma è un fiume in piena. Ma come può un cantautore ex leghista affermare di sapere tante cose?
Il mistero si potrebbe chiarire quando si sa chi è il suo complice incaricato da Tosi di documentare il nostro incontro: Massimo Giacobbo, la cui identità fino a oggi non era mai uscita (neppure Tosi l’ha mai nominato). L’inchiesta di Report tratterà anche di come e dove la Fondazione di Tosi stia cercando consensi per candidarsi alle primarie di centrodestra. Verrà poi trasmessa anche l’intervista al suo assessore Marco Giorlo, che è stata al centro di violente polemiche in quanto causa delle sue dimissioni prima ancora di andare in onda.
Da martedì l’inchiesta integrale potrete visionarla sul sito di Report
Per ora è presente solo l'anticipazione, cliccando qui:
http://www.report.rai.it/dl/Report/extra/ContentItem-4a1f583d-27f4-475b-b65e-03437c3f2882.html

sabato 5 aprile 2014

Anche alla boschi piace il raddoppio...


Maria Elena Boschi non è solo il Ministro delle Riforme, ma anche, e da prima di essere eletta Ministro, segretario dell’ufficio di presidenza della commissione Affari Costituzionali. Doppio incarico, doppia indennità.
Solitamente quando un deputato viene eletto ministro il suo gruppo di appartenenza provvede a sostituirlo con un altro deputato.
Non solo il Pd non ha sostituito la Boschi, ma neppure la Commissione e il suo Presidente Sisto sembrano essersi accorti della necessità di dover eleggere un nuovo deputato segretario.

giovedì 3 aprile 2014

Approvato il DDL sulla finta abolizione delle Province


Ecco la verità sul DDL sulla finta abolizione delle province

1. Le province non sono abolite. È la prima illusione della propaganda: la legge non elimina affatto le province, che restano operanti; un po' ammaccate, ma tutte le 110 province italiane rimangono in vita, tranne quelle che assumono le vesti di città metropolitane.

Infatti, le province si estinguono solo dove si prevede subentrino le famigerate città metropolitane; ma, di fatto, finiscono sostanzialmente solo per cambiare nome, poiché le città metropolitane acquisiranno tutte le funzioni oggi di competenza delle province, aggiungendone poche altre.

E come sono state istituite queste nove città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria)? Sulla base di criteri interamente politici. .Nessun riferimento alla struttura urbana, come dimostra il caso di Reggio Calabria. A queste si aggiungono Roma capitale e le cinque già istituite dalle Regioni a statuto autonomo (Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste). Il problema - uno dei tanti, a dire il vero - è che regna grande la confusione su quali saranno le competenze dei nuovi enti locali, dunque forte il rischio di creare sovrapposizioni (o conflitti) di competenze, come anche quello di dare nuove funzioni senza risorse adeguate.

2. Cambierà solo la leadership, in quanto il sindaco metropolitano coinciderà con quello del capoluogo. Con evidente espropriazione per i cittadini della provincia della rappresentatività elettorale, perché gli elettori non potranno scegliere i loro amministratori. Il presidente di provincia (perchè le province non vengono abolite) invece sarà eletto dagli e tra gli amministratori dei comuni della provincia (elezione di secondo livello).

3. Si infrangono principi giuridici consolidati nel nostro ordinamento di incompatibilità e di divieto di cumulo di cariche pubbliche. Sindaci dei comuni fino a 15.000 abitanti potranno candidarsi al Parlamento Europeo e Parlamento nazionale.

4. La vulgata diffusa dopo che Renzi ha silurato Letta è stata che il provvedimento "svuota province" sarebbe stato una fonte inesauribile di risparmi. Peccato che nè la legge, né le relazioni illustrativa e tecnica quantifichino anche un solo centesimo di risparmio.

a) Innanzitutto, né dipendenti - Cottarelli permettendo - né funzioni delle province 2.0 scompaiono e, di conseguenza, non scompaiono neanche i costi relativi, la stragrande maggioranza delle spese di questo livello di governo. E siccome le province rimangono in vita, anche se la dirigenza politica è espressa in modo indiretto, i cosiddetti costi di funzione, cioè strutture, scrivanie, telefoni, rimangono altissimi.

b) Quello che si risparmia è solo il finanziamento degli organi istituzionali (le indennità del presidente, assessori e consiglieri e i vari rimborsi connessi alle loro attività), che vengono aboliti, insieme alle spese delle relative consultazioni elettorali. In realtà, l'unica rilevazione realmente ufficiale è quella della Corte dei conti (inspiegabilmente ignorata da Delrio), secondo la quale i risparmi sono molto dubbi, mentre certi sono, anche se non quantificati, i costi di un simile stravolgimento. Il risparmio sugli organi di governo, per altro, sarebbe di soli 35 milioni: a tanto, infatti, ammonterebbe l'onere per consiglieri, assessori e presidenti provinciali, per effetto delle riforme dell'estate del 2011, che avevano previsto la drastica riduzione del numero degli amministratori provinciali.

5. La vera chicca, però, è che la legge aumenta il numero di consiglieri comunali (fino a 26.000 in più) e degli assessori (fino a 5.000 in più); il Governo si è impegnato a rendere questa operazione a costo zero, ma come si possono aumentare le cariche senza aumentare le spese?

Consiglieri e assessori lavoreranno gratis o ci saranno circa 31.000 stipendi in più da pagare? e se pure lavorassero gratis, si avranno 31.000 persone che faranno aumentare i cosiddetti costi di funzione, cioè strutture, scrivanie, telefoni.